Le vitamine sono dei composti organici non sintetizzati dall'uomo ma essenziali per la vita umana, quindi devono essere assunti quotidianamente con la dieta e vengono indicati come micronutrienti. 
Il primo composto di tal genere fu scoperto nel 1911 e venne denominato ammina della vita (da cui vitamina, il cui nome venne dato dal biochimico di origine polacca Casimir Funk nel 1912) per la sua positività alle reazioni delle ammine. Successivamente furono isolati altri composti, fino ad arrivare alle 13 tuttora conosciute, la cui carenza nella dieta provocava specifiche patologie, che si curavano solo con l'aggiunta di queste sostanze, che furono perciò chiamate vitamine sebbene non tutte possiedano gruppi amminici.
Le vitamine si distinguono in
--- IDROSOLUBILI (vitamine del gruppo B e vitamina C)
*Vitamina B1 (tiamina) *Vitamina B2 (riboflavina)
*Vitamina B3 o Vitamina PP (acido nicotinico) * Vitamina B5 o Vitamina W (acido pantotenico)
*Vitamina B6 o Vitamina Y (piridossina o piridossamina o piridossale)
*Vitamina B8 o Vitamina H (biotina) *Vitamina B9 o Vitamina M (acido folico)
*Vitamina B12 (cobalamina) *Vitamina C (acido ascorbico)
--- LIPOSOLUBILI (vitamine A, E, D, K).
*Vitamina A (retinolo ed analoghi) *Vitamina D (ergocalciferolo D2 e colecalciferolo D3)
*Vitamina E (tocoferolo) *Vitamina K (naftochinone e derivati) *Vitamina N (acido lipoico)
Le vitamine idrosolubili fungono da coenzimi, mentre quelle liposolubili hanno attività diverse. Alcune vitamina come la A, la D, la PP o niacina, e la B9 vengono assunte come precursori (provitamine). Una volta assunte le provitamine vengono trasformati da specifici enzimi metabolici nella loro forma attiva, rendendoli utilizzabili.
Le vitamine sono indispensabili per regolare buona parte delle reazioni chimiche che avviene nel nostro organismo, comprese quelle energetiche. E' il caso per esempio delle vitamine del gruppo B, preziosi coenzimi in grado di regolare la glicolisi ed il ciclo di Krebs, due delle vie più importanti per la produzione di energia. Alcune hanno anche funzione antiossidante e sono in grado di proteggere l'organismo da fattori nocivi per le strutture cellulari come i radicali liberi. Altri invece intervengono nella regolazione ormonale, nella crescita di ossa, capelli e denti mentre altre sono essenziali per il corretto funzionamento degli occhi e del sistema nervoso.
Nel caso delle vitamine liposolubili, per questa loro caratteristica possono essere immagazzinate dal fegato e dai tessuti adiposi e quindi esistono pertanto delle vere e proprie riserve a cui l'organismo può attingere nei momenti di necessità. Invece nel caso delle vitamine idrosolubili cosi come vengono assorbiti con facilità dall'organismo cosi con tanta facilità vengono eliminate con le urinr quindi non esistono delle vere e proprie riserve e la loro assunzione con gli alimenti deve essere pressoché costante. Il fabbisogno vitaminico varia a seconda dello stato fisiologico e/o patologico dell'individuo, dell'età e del sesso, ma anche in gravidanza e durante l'allattamento.
Nei paesi sottosviluppati le carenze di vitamine e le malattie ad esse associate (pellagra, beriberi, rachitismo) rappresentano un problema importante. Nei paesi sviluppati si presentano maggiormente manifestazioni di ipervitaminosi determinate da integrazioni eccessive e da ipoavitaminosi dovute a diete sbilanciate e carenti in particolari alimenti. Alcuni tipi di vitamine si trovano soprattutto negli alimenti di origine vegetale come la verdura, la frutta, i cereali e i legumi . Altri tipi sono invece contenuti soprattutto negli alimenti di origine animale, come carne, pesce e formaggi.
























Si consiglia il loro utilizzo quando l'organismo ha una carenza di determinati alimenti, servono solo se assunti entro determinati limiti di sicurezza ad integrare quindi una normalissima dieta. Si deve anche precisare che non hanno nessuna proprietà curativa.
Di additivi alimentari ne esistono un gran numero. Atraverso continui studi sono stati suddivisi in una lista positiva e in una lista negativa. Alla prima prendono parte tutte quelle sostanze che dopo attraverso diversi studi tossicologici si ritengono che possono essere ingerite entro una dose accettabile giornaliera attraverso la dieta, nell’arco di vita, senza che compaiano effetti indesiderati. 
E' una malattia progressiva e invalidante che coinvolge la membrana sinoviale delle articolazioni diartrodiali e distrugge le componenti cartilaginee e ossee delle stesse.
per la serata. Ciononostante, una nuova ricerca indica che molti effetti ben noti dell'invecchiamento possono cominciare molte decadi prima di quella che è considerata la «burocratica» terza età.
Da non confondersi con il vomito è il rigurgito, che è la risalita in bocca del cibo non preceduta da nausea o da conati di vomito. Il soggetto avverte allora un sapore di acido (dato dall’acido effettivamente prodotto dallo stomaco) o di amaro, se il materiale rigurgitato contiene bile precedentemente refluita dal duodeno, dove questa si scarica. Il materiale rigurgitato, solitamente modesto e solo talora abbondante, può fuoriuscire improvvisamente dalla bocca senza segni premonitori. Quando il rigurgito di materiale alimentare ingerito avviene ripetutamente, i medici parlano di ruminazione, in analogia a quanto avviene con gli animali ruminanti. La ruminazione può non essere di per sé molesta (il materiale viene semplicemente inghiottito di nuovo), ma un’abbondante salivazione e l’alito cattivo sono eventi inevitabili.
Erroneamente con il termine vomito si indicano tre condizioni diverse: la nausea, i conati ed il vomito vero e proprio. La nausea di norma precede il vomito, e i conati di vomito sono dovuti alla contrazione della muscolatura respiratoria e precedono o accompagnano il vomito.
Si tratta di un sintomo presente in diverse patologie dell'apparato digerente, le cause scatenanti possono essere: dispepsia, gastrite cronica, duodenite, problemi intestinali di varia entità, epatite, cirrosi, calcolosi della cistifellea, patologie pancreatiche, ipoglicemia, estremo affaticamento.