Si definisce “gozzo” l’aumento del volume della tiroide. Il gozzo è la manifestazione clinica più evidente e frequente della carenza nutrizionale di iodio. Il meccanismo principale attraverso il quale la carenza iodica porta alla formazione del gozzo è legato alla iniziale riduzione degli ormoni tiroidei che induce un aumento del TSH. Il TSH aumenta la captazione dello iodio, compensando inizialmente il deficit di sintesi degli ormoni tiroidei. Quando la quantità di iodio introdotta giornalmente si riduce sotto i 50µg, i meccanismi di compenso non sono più sufficienti a mantenere una corretta funzionalità tiroidea ed è possibile la comparsa di ipotiroidismo, ovvero una riduzione della funzionalità tiroidea. La cronica stimolazione da parte del TSH sulla tiroide porta inizialmente ad un aumento della ghiandola e, nel tempo, può portare alla comparsa di noduli: “gozzo nodulare”.























La tiroidite di Hashimoto è una malattia organo-specifica, a patogenesi autoimmune, caratterizzata morfologicamente da una cronica infiltrazione linfocitaria e da frequente evoluzione verso l’ipotiroidismo. La positività degli autoanticorpi circolanti, anti-tireoperossidasi (anti-TPO) e anti-tireoglobulina (anti-TG), sottende la patogenesi autoimmune e, al tempo stesso, ha un fondamentale significato diagnostico. I meccanismi del danno d’organo sono complessi e comprendono la partecipazione dell’immunità umorale e di quella cellulo-mediata.
Per ipotiroidismo si intende una disfunzione della tiroide, maggiormente di natura genetica, dovuta ad una ridotta secrezione degli ormoni tiroidei T4 (Tiroxina) e T3 (Triiodotironina).
L'aumento della secrezione degli ormoni tiroidei T3 e T4 provoca un'accelerazione del metabolismo, e parte dell'energia prodotta non viene immagazzinata come ATP, ma è liberata sotto forma di calore. Questo causa un aumento della temperatura corporea, sensazione di caldo e un aumento dell'attività cardiaca.Sotto il profilo nutrizionale, tutto questo si traduce in un'accresciuta richiesta di nutrienti, che stimolano l'appetito e l'assorbimento intestinale, ma il paziente tende a restare magro.
La secrezione e la sintesi degli ormoni tiroidei è controllata da due ghiandole situate nell'area cerebrale: l'ipofisi e l'ipotalamo. La prima ha lo scopo di produrre la tireotropina, l'ormone stimolante la tiroide noto anche con la sigla TSH, che ha il compito di incrementare la produzione di ormoni tiroidei. L'ipotalamo, a sua volta, influisce sulla regolazione del TSH tramite la produzione di un altro ormone liberante la tireotropina, noto con il nome di TRH. A seconda delle situazioni e dell'emotività (stati d'ansia, eccitazione, paura, …) l'organismo va incontro a naturali alterazioni nella produzione di questi ormoni. Un normale equilibrio dell'asse ipotalamo-ipofisario garantisce una produzione ormonale adeguata alle richieste dell'organismo.
che prende il nome di istmo da cui nel 30-50% dei casi può prendere inizio un prolungamento parenchimale tendente verso l'alto e a sinistra detto processo piramidale.
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