martedì, 16 giugno 2009

Le vitamine sono dei composti organici non sintetizzati dall'uomo ma essenziali per la vita umana, quindi devono essere assunti quotidianamente con la dieta e vengono indicati come micronutrienti. vitam
Il primo composto di tal genere fu scoperto nel 1911 e venne denominato ammina della vita (da cui vitamina, il cui nome venne dato dal biochimico di origine polacca Casimir Funk nel 1912) per la sua positività alle reazioni delle ammine. Successivamente furono isolati altri composti, fino ad arrivare alle 13 tuttora  conosciute, la cui carenza nella dieta provocava specifiche patologie, che si curavano solo con l'aggiunta di queste sostanze, che furono perciò chiamate vitamine sebbene non tutte possiedano gruppi amminici.
Le vitamine si distinguono in
--- IDROSOLUBILI (vitamine del gruppo B e vitamina C)
*Vitamina B1 (tiamina)  *Vitamina B2 (riboflavina) 
*Vitamina B3 o Vitamina PP (acido nicotinico) * Vitamina B5 o Vitamina W (acido pantotenico)
*Vitamina B6 o Vitamina Y (piridossina o piridossamina o piridossale)
*Vitamina B8 o Vitamina H (biotina)  *Vitamina B9 o Vitamina M (acido folico)
*Vitamina B12 (cobalamina)  *Vitamina C (acido ascorbico)
--- LIPOSOLUBILI (vitamine A, E, D, K).
*Vitamina A (retinolo ed analoghi)  *Vitamina D (ergocalciferolo D2 e colecalciferolo D3)
*Vitamina E (tocoferolo)  *Vitamina K (naftochinone e derivati)  *Vitamina N (acido lipoico)

Le vitamine idrosolubili fungono da coenzimi, mentre quelle liposolubili hanno attività diverse. Alcune  vitamina come la A, la D, la PP o niacina, e la B9 vengono assunte come precursori (provitamine). Una volta assunte le provitamine vengono trasformati da specifici enzimi metabolici nella loro forma attiva, rendendoli utilizzabili.
Le vitamine sono indispensabili per regolare buona parte delle reazioni chimiche che avviene nel nostro organismo, comprese quelle energetiche. E' il caso per esempio delle vitamine del gruppo B, preziosi coenzimi in grado di regolare la glicolisi ed il ciclo di Krebs, due delle vie più importanti per la produzione di energia. Alcune hanno anche funzione antiossidante e sono in grado di proteggere l'organismo da fattori nocivi per le strutture cellulari come i radicali liberi. Altri invece intervengono nella regolazione ormonale, nella crescita di ossa, capelli e denti mentre altre sono essenziali per il corretto funzionamento degli occhi e del sistema nervoso.
Nel caso delle vitamine liposolubili, per questa loro caratteristica possono essere immagazzinate dal fegato e dai tessuti adiposi e quindi esistono pertanto delle vere e proprie riserve a cui l'organismo può attingere nei momenti di necessità. Invece nel caso delle vitamine idrosolubili cosi come vengono assorbiti con facilità dall'organismo cosi con tanta facilità vengono eliminate con le urinr quindi non esistono delle vere e proprie riserve e la loro assunzione con gli alimenti deve essere pressoché costante. Il fabbisogno vitaminico varia a seconda dello stato fisiologico e/o patologico dell'individuo, dell'età e del sesso, ma anche in gravidanza e durante l'allattamento.
Nei paesi sottosviluppati le carenze di vitamine e le malattie ad esse associate (pellagra, beriberi, rachitismo) rappresentano un problema importante. Nei paesi sviluppati si presentano maggiormente manifestazioni di ipervitaminosi determinate da integrazioni eccessive e da ipoavitaminosi dovute a diete sbilanciate e carenti in particolari alimenti. Alcuni tipi di vitamine si trovano soprattutto negli alimenti di origine vegetale come la verdura, la frutta, i cereali e i legumi . Altri tipi sono invece contenuti soprattutto negli alimenti di origine animale, come carne, pesce e formaggi.

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giovedì, 04 giugno 2009

Gli integratori alimentari sono specifici prodotti che favoriscono l'assunzione di alcuni principi nutritivi non presenti negli alimenti di una dieta non corretta.
integratoriSi consiglia il loro utilizzo quando l'organismo ha una carenza di determinati alimenti, servono solo se assunti entro determinati limiti di sicurezza ad integrare quindi una normalissima dieta. Si deve anche precisare che non hanno nessuna proprietà curativa.

Esistono diverse tipologie di integratori
- Integratori per miodesopsie ( patologia caratterizzata da una non perfetta trasparenza del corpo vitreo) Solamente in questo ca l'integratore funge da terapia farmacologica.
- Integratori sostitutivi del pasto, sono prodotti a basso contenuto calorico, si utilizzano al posto del normale pasto, sostituendolo con bevande o altri prodotti contenenti l'esatta razione giornaliera di principi nutritivi.

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mercoledì, 13 maggio 2009

In questa giorni se ne fa un gran parlare, allora parliamone.....
additivi_alimentariDi additivi alimentari ne esistono un gran numero. Atraverso continui studi sono stati suddivisi in una lista positiva e in una lista negativa. Alla prima prendono parte tutte quelle sostanze che dopo attraverso diversi studi tossicologici si ritengono che possono essere ingerite entro una dose accettabile giornaliera attraverso la dieta, nell’arco di vita, senza che compaiano effetti indesiderati.
Queste sostanze vengono impiegate nell'industria alimentare durante la preparazione, lo stoccaggio e la commercializzazione di prodotti destinati all'alimentazione.
Gli additivi ammessi sono, a sua volta, suddivisi in diverse categorie funzionali: conservativa, antiossidante, emulsionante, stabilizzante, addensante e gelificante, aromatizzante, colorante, di correzione del pH.

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giovedì, 16 aprile 2009
I noduli reumatoidi si sviluppano nel 20-30% dei pazienti con Artrite Reumatoide. Sono in genere localizzati a livello delle strutture periarticolari, delle superfici estensorie o di altre aree soggette a pressione meccanica, ma possono presentarsi anche in altri distretti come pleura e meningi. Le dimensioni e la consistenza sono variabili. Sono raramente sintomatici, ma talvolta possono rompersi per effetto di traumi o infettarsi.
Da un punto di vista istologico sono costituiti da una zona centrale di materiale necrotico che comprende fibrille di collagene, altri filamenti non correlati al collagene e detriti cellulari; una zona intermedia di macrofagi a palizzata; una zona più esterna formata da tessuto di granulazione
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giovedì, 26 marzo 2009

E' una malattia infiammatoria cronica su base autoimmune. L’esordio può avvenire a qualunque età, ma più frequentemente nella quarta e quinta decade di vita.
artriteE' una malattia progressiva e invalidante che coinvolge la membrana sinoviale delle articolazioni diartrodiali e distrugge le componenti cartilaginee e ossee delle stesse.
Diversi sono i fattori predisponenti: fattori genetici (complesso maggiore di istocompatibiltà - HLA); autoimmunità; agenti patogeni (rosolia, parvovirus)
Pertanto, anche se la causa scatenante dell'AR rimane sconosciuta, il perdurare e la diffusione della malattia sembra siano da mettere in relazione con i processi infiammatori mediati dal sistema immunitario.
Il decorso clinico dell'Artrite Reumatoide varia da pazienti con una malattia in forma leggera e con danni alle articolazioni di minima entità e altri con gravi poliartriti accompagnate da marcate deformità.
I sintomi principali sono: rigidità articolare (specialmente al mattino),dolore,gonfiore,difficoltà nei movimenti, ma anche perdita di forze e senso di affaticamento, perdita di appetito e febbre.
Vengono coinvolte le articolazioni in modo simmetrico, limitando la mobilità e, se non curata, può condurre a deformità articolari permanenti.
Le complicazioni includono: deformità articolari, in seguito al deteriorarsi delle cartilagini e all'erosione delle ossa; noduli reumatoidi; vasculiti (infiammazioni dei vasi); manifestazioni pleuropolmonari, incluse fibrosi polmonari; sierositi;infiammazioni agli occhi; osteoporosi.

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martedì, 17 marzo 2009

Oggi voglio riportarvi un curioso studio americano sull'età, che visto la tematica mi vede interessato....
dal Corriere.it/ salute.....  La terza età comincia a 27 anni
MILANO - Credeteci oppure no, ma a 27 anni siamo già vecchi. Certo, ci ricordiamo ancora dove abbiamo lasciato le chiavi della macchina, cosa abbiamo mangiato a pranzo e gli appuntamenti terza-eta-vecchiaiaper la serata. Ciononostante, una nuova ricerca indica che molti effetti ben noti dell'invecchiamento possono cominciare molte decadi prima di quella che è considerata la «burocratica» terza età.

LO STUDIO - Secondo gli scienziati, le nostre abilità mentali cominciano a diminuire dall'età di 27 anni, dopo il raggiungimento del picco a 22. I ricercatori hanno studiato per sette anni il comportamento di 2.000 persone, uniformemente divise tra uomini e donne nella fascia d'età 18 e 60 anni. I partecipanti, tutti in buona salute e di livello scolastico medio-alto, hanno dovuto sottoporsi a diversi test, tra i quali risolvere puzzle visivi, rispondere a dei quiz, prove di vocabolario, di ragionamento, di velocità di pensiero e di visualizzazione spaziale.

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venerdì, 06 marzo 2009

rigurgitoDa non confondersi con il vomito è il rigurgito, che è la risalita in bocca del cibo non preceduta da nausea o da conati di vomito. Il soggetto avverte allora un sapore di acido (dato dall’acido effettivamente prodotto dallo stomaco) o di amaro, se il materiale rigurgitato contiene bile precedentemente refluita dal duodeno, dove questa si scarica. Il materiale rigurgitato, solitamente modesto e solo talora abbondante, può fuoriuscire improvvisamente dalla bocca senza segni premonitori. Quando il rigurgito di materiale alimentare ingerito avviene ripetutamente, i medici parlano di ruminazione, in analogia a quanto avviene con gli animali ruminanti. La ruminazione può non essere di per sé molesta (il materiale viene semplicemente inghiottito di nuovo), ma un’abbondante salivazione e l’alito cattivo sono eventi inevitabili.
Il rigurgito acido è un sintomo tipico e altamente specifico del reflusso. Infatti è stato verificato che nel 95% dei casi il rigurgito è causato dal reflusso. Spesso è causato dai cambiamenti improvvisi di posizione e da piegamenti del busto dopo mangiato. In alcuni casi può anche essere accompagnato dall'emissione di aria (eruttazione).

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venerdì, 27 febbraio 2009

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martedì, 10 febbraio 2009

Per vomito o emesi si intende l'espulsione rapida dalla bocca di materiale gastrico alimentare o non alimentare. vomitoErroneamente con il termine vomito si indicano tre condizioni diverse: la nausea, i conati ed il vomito vero e proprio. La nausea di norma precede il vomito, e i conati di vomito sono dovuti alla contrazione della muscolatura respiratoria e precedono o accompagnano il vomito.

E' dovuto alla contrazione violenta del diaframma e dei muscoli addominali che provocano un aumento della pressione intragastrica con fuoriuscita del suo contenuto.
Collocata in una particolare zona del cervello si ritrova il "centro del vomito" che regola diversi stimoli provenienti dai divesi recettori dislocati nel corpo. Quindi si tratta oltre di un movimento antiperistaltico anche di un atto riflesso, che si può manifestare in seguito a sollecitazioni provocate in zone riflesse alla faringe, all'intestino e allo stomaco. A ciò si aggiungono i recettori periferici stimolabili da odori, visioni, farmaci, stimoli meccanici, pressione endocranica.

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lunedì, 02 febbraio 2009

Con questo termine si identifica una complessa sensazione di malessere caratterizzata da senso di vuoto allo stomaco, rigurgito nell'esofago, propensione al vomito, repulsione al cibo e vertigine. Di solito precede il vomito, ma non sempre chi l'avverte poi vomita. 
nausea2Si tratta di un sintomo presente in diverse patologie dell'apparato digerente, le cause scatenanti possono essere: dispepsia, gastrite cronica, duodenite, problemi intestinali di varia entità, epatite, cirrosi, calcolosi della cistifellea, patologie pancreatiche, ipoglicemia, estremo affaticamento.
In alcuni casi si verifica nel caso del mal di mare, del mal d'auto e del mal d'aereo per stimolazione dei centri nervosi dell'equilibrio.
Nel primo trimestre di gravidanza si può verificare la nausea per alterazione degli equilibri ormonali o i disturbi del sistema nervoso autonomo, che regola gli organi viscerali
Una forma di nausea piuttosto frequente è quella determinata dalla cefalea e dall'emicrania.
Si può accompagnare all'indigestione, all'ubriachezza, all'assunzione di cibi avariati, veleni e sostanze medicinali.
La terapia dipende dalla causa che ha provocato la nausea: quindi occorre intervenire sulla patologia o condizione di base.

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